L’Agente immobiliare strinse il nodo della sua cravatta, si diede un tono composto sulla sedia e sorrise mentre cercava di calcolare il tre per cento di milioni e milioni di euro.
‹‹ Adesso bisogna solo decidere quale delle due case le garba di più ›› disse rivolgendosi a Monique, giovane stella musicale.
‹‹ Non saprei: sono due case gemelle, non c’è praticamente nessuna differenza… ›› “ormai è fatta “ pensava l’agente “ basta che prenda una casa… o ancora meglio chissà che non le compri tutt’e due con tutti i soldi che si ritrova” ‹‹ … sono due attici, entrambe con vista sul Colosseo, stessa grandezza, parcheggio riservato, entrambe vicine alla metropolitana ›› “ e chi la prenderà mai la metro?!”
‹‹ Allora tiriamo una monetina ›› disse l’Agente cercando di fare il simpatico.
Il Tecnico, che fino ad allora era rimasto in un angolino chinato su delle carte quasi come se fosse invisibile, s’intromise nel discorso: ‹‹ Scusate non volevo origliare, ma … ›› questo bastò per guadagnarsi un’occhiata maligna da parte dell’Agente che non vedeva l’ora di concludere l’affare mentre Monique storse il naso quasi come a voler dire che lui, plebeo precario da duecentocinquanta euro al mese, non aveva neanche il diritto di rivolgere la parola a lei, la vincitrice (compratrice) del Globe Award ‹‹ …forse una differenza c’è! Basta guardare il Colosseo: la parte destra poggia su un terreno roccioso ed è riuscita a resistere a quasi duemila anni di terremoti, la parte sinistra, che poggia su terreno argilloso, invece no ››
‹‹ Allora è fatta ›› disse Monique sorridendo verso l’Agente, ora che il suo terribile dilemma si sciolse ‹‹ prendo la casa di sinistra ››
‹‹ Come? ›› ‹‹ Come prego? ›› L’Agente e il Tecnico quasi le ridevano in faccia: è proprio vero il detto “più tette meno cervello”.
‹‹ In caso di terremoto la casa di sinistra è quella che riceverà più danni, giusto? ›› iniziò a spiegare Monique sorridendo e gesticolando come uno scienziato che spiega al mondo la sua geniale teoria ‹‹ Si, esatto ››, le dissero l’Agente e il Tecnico nello stesso istante, ‹‹ quindi più danni riceve la casa più soldi l’assicurazione verserà sul mio conto ››.
L’Agente immobiliare, incassata la risposta, tolse fuori fotocopie, documenti e marche da bollo per iniziare la pratica, il Tecnico invece continuò ‹‹ e… giusto per curiosità, se lei morisse in quel terremoto quanto guadagnerebbe? ››
L’Agente e Monique inconsapevolmente fecero lo stesso pensiero: “perdita di vita umana = rimborso pari a 500'000 euro” ma fu Monique a dire ‹‹ In quel caso io guadagnerei 500'000 euro ›› in tono scocciato pensando al fatto che avrebbe potuto guadagnare di più mostrando il sedere in una pubblicità contro la cellulite o facendo un pompino ad un calciatore, e poi ancora “dovrei morire almeno 4 volte per guadagnare la stessa cifra che ho preso con la pubblicazione del mio ultimo album”
Il Tecnico continuò ad insistere sull’argomento mentre l’Agente sistemava i fogli sul tavolo, accartocciava i fogli inutili, spillava insieme quelli necessari e con un gesto rapido della penna indicava i punti dove bisognava mettere una firma mentre la cantante cercava la sua amatissima penna rosa nella sua miniborsetta ‹‹ … un morto può guadagnare dei soldi? Cioè secondo lei se una persona non è più in vita può ricevere del denaro? ››
‹‹ Ma no! I soldi saranno versati sul mio conto è ovvio! ›› “e poi le vendite dei miei dischi saliranno dopo la mia morte”
E ancora il Tecnico, proprio mentre Monique stava per lasciare un bel autografo con l’inchiostro rosa su un documento ufficiale
‹‹ beh, allora le auguro di trovare un bancomat dall’altra parte! ››




